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 Oggi è un giorno triste, ma di Steve Jibs ci resteranno una nuova visione del mondo (e della tecnologia) e un testamento da leggere tutto d’un fiato.

Mi resta un dubbio su come potrà essere sostituita una persona così all’avanguardia.

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Ripartire dalle cose semplici: potrebbe essere questa la ricetta giusta per uscire dalla crisi.

Crisi globale, crisi economica, crisi del mondo come lo conosciamo.

I diritti fondamentali per definirsi uomini e non schiavi sono quattro e sono semplici: casa, lavoro, istruzione e salute.

Vivere sotto un tetto che possa definirsi decente, poter accedere a un’istruzione scolastica di base e essere visitati da un medico in caso di malattia, sono alcuni diritti basilari che alla maggior parte della popolazione sono negati. E se prima erano diritti negati solo nel terzo mondo o nei paesi in via di sviluppo, oggi lo sono sempre più anche per gli abitanti del mondo occidentale. La crisi accentua ancora di più il divario tra i ricchi e gli altri.

Il benessere minimo parte dal lavoro, da un stipendio decente. Un lavoro permette di avere una casa, di pagare la scuola e le spese mediche per la propria famiglia.

Ma se le spese per l’istruzione e la sanità sono troppo elevate e acquistare una casa costa troppo, allora sono già negati alcuni dei diritti più fondamentali.

L’unica strada da percorrere è quella di alzare i salari minimi, creare maggior occupazione, abbassare il costo delle abitazioni, delle spese sanitarie e dell’istruzione.

Questo dovrebbero capire e cercare di attuare i potenti della Terra, non c’è ricetta complicata per risolvere la crisi economica, è sufficiente ripartire dalla base: lavoro, casa, scuola e sanità. Se manca uno di questi, manca l’umanità.

 La Camera non si accorcia le vacanze. I deputati andranno in ferie per oltre un mese: dal pomeriggio del 3 agosto, subito dopo il dibattito sull’informativa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al 12 settembre. Una data di rientro che fa discutere: fissata dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, nonostante il Partito democratico avesse chiesto di tornare in aula una settimana prima […] La giustificazione arriva da Fabrizio Cicchitto. Secondo l’esponente del Pdl, la decisione è stata frutto di una «valutazione seria», dal momento che la prima settimana di settembre «circa un centinaio di parlamentari fanno un pellegrinaggio. Per rispetto verso di loro abbiamo ritenuto di iniziare le sedute dell’Aula la settimana successiva».  (dal corriere.it)

“Troppe cantanti vanno a scuola di canto e ne escono con una tecnica standard che non somiglia più alla loro anima. Ci sono eccezioni, come Amy Winehouse. Canta in modo straordinario – ma odio sapere che la gente è così attratta dalla sua vita disfunzionale. I media incoraggiano questo atteggiamento che è quello di chi rallenta per guardare meglio quando vede un incidente”. Io ho obiettato: “Ma non canterebbe allo stesso modo se non fosse così deragliata”. Ha scosso la testa con forza: “I don’t give a damn. Vorrei che fosse felice ed equilibrata, a costo di rinunciare alla bellezza della sua voce”.

Ieri a Milano ho fotografato questo.

Le elezioni amministrative del 2011 non segnano la sconfitta di Berlusconi o del berlusconismo, come hanno affermato in molti.  Lo stesso Bersani ha rilasciato una dichiarazione di questo tenore, dicendo “Noi vinciamo, loro perdono”.

Queste elezioni sono la vittoria del metodo delle primarie. In ogni città in cui ha vinto il centrosinistra, si registrano situazioni diverse, ma nelle città (Torino, Milano, Bologna) in cui il centrosinistra vince o è al ballottaggio, lo fa con candidati scelti alle primare.
Solo a Napoli, dove le primarie sono finite in un brutto pasticcio, la coalizione di centrosinistra non arriva nemmeno al ballottaggio. Sarà probabilmente De Magistris, che piace a tanti elettori democratici a diventare il nuovo sindaco partenopeo.

La critica che più spesso viene rivolta al Partito Democratico e ai suoi alleati è quella di non avere idee, di non avere un programma. Non è vero, le idee ci sono, i  programmi anche. I rottamatori, il laboratorio dei mille e tanti altri esempi nati in questi anni  dimostrano una capacità di innovazione non indifferente. E queste idee fanno vincere le elezioni soprattutto quando in campagna elettorale sono espresse a gran voce e non si punta tutto su una critica all’avversario o a Berlusconi. Pisapia  ha quasi vinto a Milano parlando dei problemi di Milano e proponendo soluzioni, Letizia Moratti ha quasi perso parlando di Pisapia.

Ci sono anche i volti, le voci,  i candidati adatti a esprimere queste idee. Sono politici come Pisapia, come Vendola. Sono scelti dall’elettorato di centro sinistra tramite le primarie. I democratici italiani non vogliono i candidati moderati, di area cattolica e lo dimostrano votando  gli esponenti di Sinistra e Libertà, provenienti da Rifondazione Comunista. Non lo fanno turandosi il naso. I vostri elettori sanno già cosa è meglio, ve lo dicono alle primarie e poi ve lo confermano alle elezioni.

Non dimenticatevelo.

La prossima volta

La prossima volta che il Partito Democratico proporrà candidati moderati, vicini a confindustria (e penso a Calearo), centristi, cattolici, supercattolici (e penso alla Binetti), che i suoi leader si stampino in faccia le primissime proiezioni di queste elezioni a Milano, città dove il centrosinistra non ha mai vinto.

Per il momento Pisapia è in vantaggio sul sindaco uscente, Letizia Moratti. Quasi sicuramente si andrà al ballottaggio, a tre ore dalla chiusura dei seggi, il candidato del PD è in vantaggio di quattro punti percentuali.

E’ vero, gli scrutini non sono ancora finiti, bisogna essere cauti perchè il 2006 non se lo è dimenticato nessuno.

Però diciamolo e diciamolo forte: Giuliano Pisapia proviene da Rifondazione Comunista. E sta battendo Letizia Moratti nella capitale di Berlusconi.