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Archive for ottobre 2010

La diatriba sulla pubblicazione delle foto della minorenne marocchina mi sembra un chiaro esempio di questione di lana caprina. Non pubblicare quelle immagini per scelta editoriale, come ha deciso e dichiarato la Stampa o, al contrario, pubblicarle come hanno fatto quasi tutti gli altri quotidiani, con fascetta che oscurava gli occhi del soggetto, non mi sembra poi così diverso. La curiosità di tutti sta solo nel vedere se e quanto Ruby sia bella o volgare, se dimostri o meno la sua età.

Disquisire su queste scelte editoriali e sottolinearle è una perdita di tempo per i lettori. Anche non facendo mostra di quelle immagini, comunque se ne sta parlando, in fin dei conti basta digitare “Ruby” su Facebook e si vedrà il viso della minorenne, così come lei aveva scelto di apparire.

Questa vicenda delle foto, del mostrarle, del non mostrarle, del pubblicarle integralmente o coprendole gli occhi, del non pubblicarle ma del dichiarare per quali ragioni si abbia scelto di non farlo, o addirittura scrivere un post per dire non scriviamo un articolo per spiegare che non mettiamo online foto di minorenni seminude, mi ricorda tanto un fatto del passato che mi fece capire come troppo spesso funzionano i giornali.

Qualche anno fa,  un mio caro amico venne avvicinato da due bulletti, che lo minacciarono con un cacciavite e gli portarono via il poco denaro che aveva in tasca: 4 euro. Lui denunciò tutto ai carabinieri, che in breve presero i due teppisti. Nei giorni seguenti, il mio amico, facciamo finta che si chiami Mario Claudia, ebbe modo di leggere la notizia della sua disavventura su due diversi giornali locali. Sul primo c’era scritto “un giovane, Mario C. aggredito in centro storico” sull’altro giornale l’autore aveva scritto “un giovane, Claudia M. aggredito in centro storico”.

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Circa due giorni fa, su Radio 24, ho sentito la notizia di Berlusconi e della minorenne marocchina.

Poco a poco stanno emergendo maggiori dettagli della vicenda, pubblicata per la prima volta grazie ad uno scoop del Fatto Quotidiano. Per il momento la notizia è stata ripresa dal quotidiano la Repubblica, dalla Stampa e dall’Unità.

Quello che trovo preoccupante è che il Presidente del Consiglio possa essere ricattabile persino da una minorenne clandestina e che venga tolto dai casini da un’igienista dentale.

Ovviamente ci si soffermerà su un unico dettaglio: quello del bunga bunga.

Preparatevi all’orrore, Patrizia D’addario fu nulla al confronto.

 

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Qualcuno spieghi a quello di TgCom che non c’è nessuna pagina gestita da Sabrina Misseri dalla cella di un carcere, ma che esistono i troll e che non vanno alimentati.

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No, nulla di importante, volevo solo dire che mi devo ricredere, non sto rimpiangendo il plastico della casa di Cogne proprio per niente.

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Il discorso che ha tenuto oggi a Roma Maurizio Landini, segretario della Fiom, è uno dei discorsi più seri, semplici, sinceri e chiari, relativi alla situazione del mondo del lavoro italiano che mi sia mai capitato di ascoltare.

In più punti ho avuto la pelle d’oca, forse riascoltarlo per radio è più intenso che vederlo in televisione, ma tanto non passerà mai in tv. In ogni caso un riassunto così lucido e disperato dovrebbe essere ascoltato attentamente da tutti, per capire quello che è diventato il lavoro nel nostro paese. In un confronto con la Germania e gli Stati Uniti, nella descrizione della situazione sociale italiana, Landini ha parlato di legalità, libertà, diritti e di mancanza di questi.  Ha avuto parole per i giovani e per il loro futuro, che se il futuro non è dei giovani allora di chi è?

Il segretario della Fiom ha infine concluso con l’annuncio dello sciopero generale. Soprattutto, del suo accorato discorso, segnatevi passaggi come questo:

Perchè quelli che l’hanno determinata non possono venirci a raccontare che sanno loro come si esce da questa crisi.


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Quando ieri ho visto le immagini in mondovisione del salvataggio del primo dei minatori cileni, mi è subito sembrata palese la compostezza di quei 33 uomini intrappolati, dei loro parenti e dei loro soccorritori, era molta la gioia, ma non ho visto nessuna euforia e nessun tifo da stadio. Ho pensato che se un evento così fosse accaduto in Italia, sarebbe stato simile a una puntata del Grande Fratello. Ecco, appunto:

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