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Archive for febbraio 2011

Ah, la potenza di Google Maps. Siamo nella capitale, in via Ciro Menotti, civico 24, che a Roma equivale a Via Olgettina a Milano, la residenza delle papi girls.

E chi ha immortalato Google Images? Uno che sembra il ministro la Russa, con tanto di scorta e auto blu al seguito. Bella la cravatta a pois, se cercate immagini di La Russa, spesso indossa la stessa identica cravatta.

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Ho sempre detestato chi, scrivendo in italiano, usa la lettera k al posto delle c dure. Certe volte faccio fatica a rispondere a sms di vecche amiche che ti chiedono: “Ciao come stai? tt bn? ke cosa fai stas?”

Sopporto appena se a scrivere così è un ragazzino adoloscente, penso che forse è la moda, che è tutto uno slang dei giovani e chissà io come parlavo alla loro età. Però quando a farlo sono adulti sopra i 25 anni, mi viene l’orticaria.

Ma devo rivalutare tutta la mia avversione per la lettera kappa, dopo aver letto questo sms di Sara Tommasi al Presidente Silvio Berlusconi: «Spero k krepi kon le tue Tr…»

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Potrebbe essere la prima volta che un Sindaco di Milano…
Non so se scriverlo, che poi non succederà e ci ritroviamo Letizia Moratti per altri cinque anni. Proprio adesso che vivo a Milano, potrei avere un sindaco di … (non ho il coraggio di dirlo, lo bisbisglio sottovoce “di s-i-n-i-s-t-r-a”).

Se posso permettermi, e mi rivolgo a voi, spin doctor, creatori di campagne elettorali, addetti stampa e consulenti di comunicazione politica, vi vorrei segnalare due cose. Ieri passavo in zona Palmanova e ho visto per la prima volta il vostro poster di “grande formato”, come lo chiamate voi sul sito del candidato. Ecco, queste sono solo le prime due osservazioni che mi sono passate in mente in quei cinque secondi, il tempo che il semaforo diventasse verde e mi lasciassi la gigantografia alle spalle:
1) potevate, anzi dovevate evitare di scopiazzare lo slogan di Mitterrand “la force tranquille” che abbiamo bisogno di idee nuove, di candidati nuovi, ma anche di slogan diversi;
2)avete mai provato ad attaccare la carta da parati in casa? E’ un casino, i vari pezzi non combaciano mai, per questo certi lavori è meglio farli fare a un professionista e non al primo degli attacchini. I pezzi che compongono il megaposter di Pisapia si congiungono proprio nel mezzo del suo volto, sfigurandolo di volta in volta a seconda del muro, della strada, dell’incrocio in cui si trova il suo faccione. Un qualsiasi grafico ve lo avrebbe saputo spiegare. Ma sarebbe anche bastato che da piccoli aveste collezionato un qualsiasi album di figurine Panini.

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