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Ieri sera si è svolta la serata conclusiva  della campagna elettorale di Giuliano Pisapia, candidato sindaco del centrosinistra a Milano. Per l’occasione è stato organizzato un concerto in piazza Duca D’Aosta, di fronte alla stazione Centrale. Il  concerto è stato bellissimo, ma non tanto per le esibizioni  (l’audio era davvero basso), ma perchè la piazza era stracolma, soprattutto di giovani. E’ vero, forse il pubblico è stato più richiamato dai nomi degli artisti che si esibivano (Afterhours, Ministri, Dente, Marta sui Tubi…) che da vere e proprie  motivazioni politiche.

La volontà degli organizzatori era quella di invitare le persone al voto. Infatti non si sono viste bandiere politiche, ma solo dei semplici palloncini  arancioni, il colore della campagna elettorale di Pisapia.

Ma vedere la piazza di fronte al Pirellone gremita di gente, uno spettacolo che continuava anche nelle vie laterali, è stato un momento di pura gioia per chi ama questa città.

Sicuramente moltissime persone non voteranno Pisapia, perchè semplicemente non abitano nemmeno a Milano, ma sono venute a Milano per l’occasione, forse davvero solo per sentire un po’ di musica.

Ma è questo quello che dovrebbe essere una città come Milano, a questo dovrebbero servire le sue piazze. Milano deve essere il palco di eventi di un certo livello, deve possedere luoghi d’incontri per riunire i cittadini intorno alla propria città, al proprio capoluogo. 

Per una sera Milano non sembrava più Milano, ma una Milano migliore.

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Nanni Moretti lo aveva annunciato durante la presentazione di Habemus Papam, suo ultimo film. Ha realizzato un piccolo quiz per i suoi fans: indovinare i titoli di 40 film.  Come ha detto il regista: “Venti sono facili, dieci difficili, cinque molto difficili e cinque impossibili. Impossibile che qualcuno indovini: dovrebbe essere nella mia testa”.

Il quiz è molto divertente, richiede ovviamente una certa cultura cinematografica (e tant’è, stiamo pur sempre parlando di quaranta pellicole selezionate da Moretti). Alcuni commenti del regista sono  esilaranti, davvero difficile indovinarli tutti, e come scritto da regolamento: il titolo del film numero 18 non verrà svelato.


Bin Laden teneva la maggior parte delle informazioni relative ad Al Queda dentro a un banalissimo pc, neanche in un Apple.

Se sento ancora qualcuno dire “genio del male” o “nemico n.1” mi strappo i capelli.

… posso portare la bottiglietta dell’ acqua in aereo? E il latte per il pupo?

Il Fuori Salone rischia sempre più di diventare un evento caotico e snob, racchiuso nella ristrettissma zona Tortona, affollatissima e sempre più uguale a sè stessa di anno in anno. Il Fuori Salone è lo specchio della città di Milano.

Tuttavia nel Salone del Mobile del 2011 c’è stata un’eccezione, un’esperienza piacevole, realizzata grazie a Ventura Lambrate, organizzata e pensata dall’olandese Organisation in Design.

Alle spalle della stazione Lambrate, quindi verso la periferia di Milano (tra via Ventura, via Massimiano, via Privata Oslavia, via Sbodio e via Conte Rosso),  nei suoi numerosi loft e nei suoi capannoni industriali dismessi, l’ex quartiere industriale ha ospitato molte gallerie, studi di architettura e shops designers di tutto il mondo.

Qui il Fuori Salone  si mostra subito accogliente, ben organizzato e non claustrofobico come quello di via Tortona-via Savona. Si passa attraverso numerose gallerie e nella sede della rivista Abitare, che mette a disposizione i suoi spazi per l’evento.

Si incontrano idee e oggetti originali, alcuni al limite del prototipo e non si respira quell’aria forzatamente chic e alternativa che si avverte in altre sedi del Salone del Mobile.

A solo un anno dal suo primo compleanno, l’esperimento di Ventura Lambrate può considerarsi riuscito. Resta solo da capire se sia proprio la novità e il fatto che questa zona non sia ancora così conosciuta dalla movida milanese a rendere l’evento ancora più eccezionale e unico. Il rischio, quello c’è sempre, è che di anno in anno la fama di Ventura Lambrate si diffonda, facendo diventare anche questa zona un’altra inutile fotocopia di via Tortona.

Se c’è una cosa che mi infastidisce è avere un’idea e vederla realizzata da qualcun altro prima di me: significa allora che la mia idea non è poi così geniale oppure che sono talmente pigra che non vedrò mai una mia idea realizzata in tempo utile.

In questi giorni, passeggiando in una Milano invasa dai pollini e dalla campagna elettorale della Moratti (per cui Letizia ha speso un minimo di 15 milioni di euro), non ho potuto fare a meno di immaginare la continuazione naturale di alcuni slogan dei manifesti del Pdl. “Il governo del fare”: Fare cagare, fare niente, fare schifo, fare cazzate, fare vergognare gli italiani e così via.

Noto che nei pressi della stazione Lambrate qualcuno ha avuto la mia stessa idea e l’ha messa in pratica. Bravi. Applausi.

La Tunisia ospita 200 mila rifugiati libici, che scappano dalla guerra.
L’Italia non sa gestire il flusso di qualche migliaio di persone, sbarcate a Lampedusa.
Chi è il terzo mondo?