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Posts Tagged ‘cinema’

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Che poi uno dice il cinema, gli attori italiani e tanti blah blah. Stefano Accorsi vai a studiare, vai: http://www.nytimes.com/interactive/2010/12/12/magazine/14actors.html?WT.mc_id=MG-SM-E-FB-SM-LIN-FAA-121010-NYT-NA&WT.mc_ev=click

Che poi se uno pensa ai giornali italiani e tanti altri blah blah blah, e se pensa che questa iniziativa è del NYT, insomma tanti altri blah blah blah e manifesta inferiorità da parte nostra.

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A chi ha ancora dei dubbi sulla sceneggiatura del film Inception e a chi ipotizza teorie diverse per interpretare il finale, volevo solo dire che non è il film più contorto che si sia mai visto, di sicuro non il più sorprendente di Nolan. E’ vero, c’è un cambio di inquadratura e non saprete mai se la trottola , che è la chiave per capire se siamo nel sogno o nella realtà, continuerà a girare oppure no.  Però le possibili soluzioni sono solo due: lieto fine e la trottola smette di girare, oppure il protagonista rimane incastrato nel sogno, comunque immaginandosi una realtà che è la più simile a quella a cui voleva arrivare, dove si riunisce ai suoi figli. Quindi abbiamo un lieto fine vero e un lieto fine finto. C’è anche chi ipotizza altre possibili varianti.

Sarò io che non capisco la genialità, ma tra Inception, Donnie Darko, Matrix e non so cos’altro, io vedo un filo comune abbastanza netto: costringere lo spettatore pagante a farsi le pippe mentali.

Che poi se vogliamo fare i precisini, la trama di Inception qualcuno l’aveva già cantata.

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Che si sappia: in ordine detesto G.Muccino, S.Muccino e S.Accorsi che recita sempre lo stesso personaggio nervoso e ansiolitico.
Però il video merita, a breve supererò anche lo shock di Pierfrancesco Favino al servizio di Muccino.

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Per un’infinità di piccoli motivi che io sono molto abile a creare e ricreare, il mio ragazzo ha a lungo  creduto, che io fossi una delle donne migliori con cui avesse mai intrapreso una relazione. Tra questi motivi infinitesimi, mischiato tra le perle che componevano la collana della mia costruita perfezione, c’era il fatto di aver accettato estasiata di vedere il primo Iron Man. Il poveretto non poteva certo sapere della mia passione per Robert. Ma se a Robert in armatura aggiungiamo anche Mickey Rourke che fa il gran cattivone della storia, adesso io come potrò ancora magistralmente interpretare il ruolo della ragazza perfetta?

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Il fatto che io abbia un debole per Robert, anche se potrebbe essere mio padre, non rende giustizia alla mia obiettività. Ma nel suo prossimo film, in cui interpreta Sherlock Holmes, è talmente bello e bravo, bravo e bello, bello e bello da far praticamente scomparire l’aiutante Watson, anche se il co-protagonista in questione è Jude Law.

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C’è tutto in questo film.

C’è il ricordo-incubo della guerra, la paura e il razzismo verso gli immigrati, l’importanza della memoria storica di un uomo, contenuta tutta nel suo garage.

I temi sono grandi,  appena introdotti. Ma anche solo accennare a determinati argomenti apre la porta  di mondi vastissimi. In Gran Torino si intravedono, nello stesso personaggio, i possibili ruoli di un uomo: Walt come padre mancato del proprio figlio naturale è allo stesso modo padre che insegna al giovane Thao come stare al mondo.

Nel film di Eastwood è narrato il dramma di non sentire più il senso di appartenenza alla propria cultura. Di fronte al garage fornito di attrezzi, Thao pensa come un giovane occidentale: “Non riuscirò mai a comprarmi tutta questa roba”. Il vecchio Walt, americano, spiega che nel suo garage sono racchiusi cinquanta anni della sua vita. E’ il principio originale e ormai perso della cultura americana: costruisci te stesso. Ciò che sei non è ciò che possiedi o che riesci ad acquistare, ma è dato da quello che riesci a creare nel tempo. E’ il culto della parsimonia, del risparmio, del mettere via le cose contro il credo del consumismo: comprare e buttare.

Clint Eastwood critica velatamente anche la Chiesa; il giovane sacerdote che lo insegue per strappargli una confessione, quando finalmente la ottiene non sa come comportarsi. Tre Ave Maria e due Padre Nostro è tutto ciò che gli hanno insegnato, non si va oltre il tracciato prestabilito.

In quest’opera di Eastwood c’è il bullismo, la crescita umana, la vecchiaia, la morte e in un certo senso l’eutanasia. Walt si suicida o sceglie come morire? Il suicidio è scegliere come si vuole morire?

In Gran Torino si intravede in lontananza l’influenza della donna nella vita di un uomo. Walt è riuscito a sposare “la donna più in gamba del pianeta” ed il giorno in cui inizia a tossire o a morire è proprio il giorno del funerale di sua moglie.

C’è proprio tutto in questo film, c’è la vita vera.

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