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Posts Tagged ‘lega nord’

La prima puntata delle Invasioni Barbariche ha avuto come protagonsta Renzo Bossi, il figlio di Umberto. Il Trota in effetti è sembrato un tonto e le risposte che ha dato alla conduttrice sono state vaghe e poco profonde, come uno studente che risponde incerto all’interrogazione della profossoressa delle medie. Le imitazioni che gli sono state cucite addosso non sono poi così lontane dall’impressione che ha dato nella sua prima apparizione televisiva. A sua discolpa c’è da segnalare che le domande non sono state particolarmente pungenti, forse è talmente giovane e inesperto che Daria Bignardi non ha voluto infierire e Renzo, a sorpresa, è quasi uscito illeso dall’intervista ( soprattutto se paragonata a quella di Mara Carfagna nella stessa trasmissione di qualche anno prima).

Renzo è scivolato ben poco, forse quando Daria gli ha chiesto: “Tre valori in cui credi” e lui ha risposto: “1) L’onestà 2)… Beh, l’onestà credo che sia un valore importante.”
Ma si è risollevato, e molto, grazie all’esternazione su Comunione e Liberazione (“devono tenere le mani a posto”). Anche se si è quasi subito morso la lingua e non è andato oltre, avrei voluto applaudirgli e io non ho mai applaudito un leghista. E’ è una vita che aspetto che qualcuno (di sinistra) lo dica chiaramente quello che fanno i seguaci di CL.
Avrei voluto applaudirgli, ma la spaventosa e realistica idea che possa essere uno dei rappresentanti politici dei prossimi trent’anni, mi ha un po’ ribaltato lo stomaco e le mani si sono fermate da sole.

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Umberto Bossi, il 22 giugno 2010 afferma che:

Ci sono 10 milioni di persone disposte a battersi per la Padania, vuol dire che la Padania esiste.

Sempre Umberto Bossi, 31 luglio 2010:

Cercheranno di puntare su un governo tecnico per cercare di fare leggi che interessano alla sinistra. Fortunatamente la Lega ha qualcosa come 20 milioni di uomini pronti a battersi fino alla fine.

Miracolo!

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All’inizio degli anni Novanta, quando il movimento della Lega Nord raggiunse risultati elettorali eccezionali, la sensazione generale (o forse la speranza) era quella di trovarsi di fronte ad un fenomeno passeggero. Molti lo ridicolizzarono, soprattutto a causa del provincialismo e delle volgarità gratuite messe in atto dai sostenitori del neonato partito. Ma la Lega Nord di quindici o dieci anni fa era anche  un movimento legato al territorio, alla sua salvaguardia e alla tutela ambientale.

Così, ogni volta che inciampo in una notizia di leghisti costruttori e cementificatori -ultimo è il caso di Giuseppe Fava, che vuole sottoporre alla valutazione di impatto ambientale il bosco che la provincia di Mantova cerca di ripristinare sugli argini del Po- mi capita di rimpiangere la Lega del 1992 e i suoi modi aggressivi, che le si sono cuciti addosso, ma lontani anni luce dalle pastette di Roma, dagli abusi edilizi e dalla cementificazione selvaggia.

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Sarà per questo che sono cresciuta “inevitabilmente turbata”, tutta colpa di Anna Frank e della sua minuziosa descrizione delle parti intime (dal diario del 24 marzo 1944).

Sento puzza di antisemitismo, di razzismo e di finto perbenismo. Alè.

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