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Posts Tagged ‘omosessualità’

Oggi il tribunale di Besançon, nella regione della Franche Comté, ha stabilito la possibilità per una coppia di lesbiche francesi di adottare un bambino.

Con l’istituzione dei Pacs, il mondo omosessuale francese aveva sicuramente fatto un passo avanti, ma rischiava di non farne  più degli altri. Questa sentenza porta la Francia ad allinearsi al resto d’Europa in tema di diritti civili.

Qui in Italia invece, sul tema della famiglia, siamo ancora fermi al referendum abrogativo del 1974.

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Che lui, Marta Meo, Pippo Civati , Matteo Renzi e Debora Serracchiani siano l’avanguardia del centrosinistra italiano lo penso già da tempo.

Vista poi la reazione di Fassino durante l’intervento di Paola Concia all’assemblea nazionale del PD, come si fa a non amarlo ancora di più?

Ecco io vorrei votare sempre candidati come loro, se non altro under 45, se non altro onesti; invece nelle liste elettorali spesso trovo gli invotabili. “Gli invotabili”: potrebbe essere il titolo di un  nuovo film.

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Ha fatto molto discutere la bocciatura, alla Camera dei Deputati , della proposta di legge sull’omofobia . Vorrei per un attimo tralasciare ogni considerazione circa lo stato di inciviltà che ha raggiunto in Italia il dibattito politico sull’omosessualità. Invece vorrei considerare quali sono le posizioni del PD, il partito italiano che, attraverso le sue proposte, dovrebbe difendere questa minoranza. Perchè in fin del conti è o non è il partito democratico il maggior partito di centrosinistra? Non dovrebbe essere il centrosinistra l’area politica più progressista? Dovrebbe, eccome se dovrebbe esserlo.

L’idea alla nascita del PD presupponeva un partito che raccogliesse ampi consensi e che racchiudesse al suo interno diverse correnti di pensiero; in pratica quello che accade nei due grandi partiti americani. Ma noi non viviamo in un paese da grandi partiti. L’elettorato italiano non è ancora così mobile e liquido come quello di altre democrazie.

Il partito democratico deve capire che è necessario stabilire un recinto di idee, una serie di condizioni per cui si può essere inseriti nelle liste dei candidati oppure no. Fai parte del PD? Non puoi discriminare gli omosessuali. Fine.

Sicuramente Paola Binetti crea più notizia ed è molto più allettante una sua dichiarazione fuori dal coro che quella degli altri eletti del partito democratico. Proprio per questo motivo trova ampio eco mediatico. Ad un certo punto però, bisogna decidere non tanto quali sono le dichiarazioni che si possono rilasciare o no,  ma quali sono le linee guida. Ecco, a due anni di distanza, la domanda è ancora la stessa: quali sono le linee guida del PD? Io vorrei tanto saperle e vorrei che fossereo applicate nella scelta dei candidati che una volta eletti voteranno secondo un preciso programma politico. Altrimenti Paola Binetti può votare come meglio crede. Se ci fossere dei paletti, delle idee portanti, a quel punto che senso avrebbe anche solo candidare qualcuno che non sarà in grado di rappresentare il partito grazie a cui è stato eletto? Un’impostazione del genere non significherebbe rigidità o censura interna, ma solo stabilire “questa è la nostra identità, quest’altra cosa qui no”.

Ci sono voti che si possono esprimere e altri no, esistono dichiarazioni che si possono rilasciare e altre no. Ma su certi temi ci deve essere compattezza assoluta, altrimenti non si sta rappresentando il proprio elettorato.

Il problema allora sì che sarebbe Paola Binetti e non sarebbe più il suo partito, anche se attualmente cercano di convincerci del contrario.

Un’ultima considerazione: ho molta più stima per la corenza dimostrata dalla Binetti , che non scende a compromessi, piuttosto che per i tanti voltagabbana che hanno varcato le soglie del nostro Parlamento dietro la bandiera di questo o quel partito.

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