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Posts Tagged ‘partito democratico’

La prossima volta che il Partito Democratico proporrà candidati moderati, vicini a confindustria (e penso a Calearo), centristi, cattolici, supercattolici (e penso alla Binetti), che i suoi leader si stampino in faccia le primissime proiezioni di queste elezioni a Milano, città dove il centrosinistra non ha mai vinto.

Per il momento Pisapia è in vantaggio sul sindaco uscente, Letizia Moratti. Quasi sicuramente si andrà al ballottaggio, a tre ore dalla chiusura dei seggi, il candidato del PD è in vantaggio di quattro punti percentuali.

E’ vero, gli scrutini non sono ancora finiti, bisogna essere cauti perchè il 2006 non se lo è dimenticato nessuno.

Però diciamolo e diciamolo forte: Giuliano Pisapia proviene da Rifondazione Comunista. E sta battendo Letizia Moratti nella capitale di Berlusconi.

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Se fosse vero che hanno impedito a Ignazio Marino di operare i suoi pazienti solo per una vendetta trasversale (era candidato alla segreteria del PD contro Bersani), allora sarebbe ovvio chiedersi qual è la differenza tra questo partito democratico e CL. Fortunatamente il diretto interessato trasmette una correttezza e un’etica che fanno quasi spavento:

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Giovani e illustri componenti del PD propongono un evento molto interessante e il Partito Democratico che fa? Dopo avere criticato  l’iniziativa, la copia tale e quale.

No ma continuamo così, facciamoci del male.

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Se c’era qualcosa di cui questo paese non sentiva davvero il bisogno era di avere un nuovo partito politico. Si terrà infatti a Parma, l’11 e il 12  Dicembre, l’assemblea nazionale del nuovo movimento di Francesco Rutelli. Resta da capire quanti voti riuscirà a captare l’ex sindaco di Roma, ex radicale, ex Verdi, ex Margherita, ex PD. Saranno pochi o pochissimi? E bisogna stare a vedere se per il Partito Democratico questo sarà un danno di immagine oppure no. In realtà credo che il PD possa trarne giovamento, ma gli spin doctor del centrosinistra, si sa, non hanno mai dimostrato molta lungimiranza. Osare, basterebbe solo osare.

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Che lui, Marta Meo, Pippo Civati , Matteo Renzi e Debora Serracchiani siano l’avanguardia del centrosinistra italiano lo penso già da tempo.

Vista poi la reazione di Fassino durante l’intervento di Paola Concia all’assemblea nazionale del PD, come si fa a non amarlo ancora di più?

Ecco io vorrei votare sempre candidati come loro, se non altro under 45, se non altro onesti; invece nelle liste elettorali spesso trovo gli invotabili. “Gli invotabili”: potrebbe essere il titolo di un  nuovo film.

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Ha fatto molto discutere la bocciatura, alla Camera dei Deputati , della proposta di legge sull’omofobia . Vorrei per un attimo tralasciare ogni considerazione circa lo stato di inciviltà che ha raggiunto in Italia il dibattito politico sull’omosessualità. Invece vorrei considerare quali sono le posizioni del PD, il partito italiano che, attraverso le sue proposte, dovrebbe difendere questa minoranza. Perchè in fin del conti è o non è il partito democratico il maggior partito di centrosinistra? Non dovrebbe essere il centrosinistra l’area politica più progressista? Dovrebbe, eccome se dovrebbe esserlo.

L’idea alla nascita del PD presupponeva un partito che raccogliesse ampi consensi e che racchiudesse al suo interno diverse correnti di pensiero; in pratica quello che accade nei due grandi partiti americani. Ma noi non viviamo in un paese da grandi partiti. L’elettorato italiano non è ancora così mobile e liquido come quello di altre democrazie.

Il partito democratico deve capire che è necessario stabilire un recinto di idee, una serie di condizioni per cui si può essere inseriti nelle liste dei candidati oppure no. Fai parte del PD? Non puoi discriminare gli omosessuali. Fine.

Sicuramente Paola Binetti crea più notizia ed è molto più allettante una sua dichiarazione fuori dal coro che quella degli altri eletti del partito democratico. Proprio per questo motivo trova ampio eco mediatico. Ad un certo punto però, bisogna decidere non tanto quali sono le dichiarazioni che si possono rilasciare o no,  ma quali sono le linee guida. Ecco, a due anni di distanza, la domanda è ancora la stessa: quali sono le linee guida del PD? Io vorrei tanto saperle e vorrei che fossereo applicate nella scelta dei candidati che una volta eletti voteranno secondo un preciso programma politico. Altrimenti Paola Binetti può votare come meglio crede. Se ci fossere dei paletti, delle idee portanti, a quel punto che senso avrebbe anche solo candidare qualcuno che non sarà in grado di rappresentare il partito grazie a cui è stato eletto? Un’impostazione del genere non significherebbe rigidità o censura interna, ma solo stabilire “questa è la nostra identità, quest’altra cosa qui no”.

Ci sono voti che si possono esprimere e altri no, esistono dichiarazioni che si possono rilasciare e altre no. Ma su certi temi ci deve essere compattezza assoluta, altrimenti non si sta rappresentando il proprio elettorato.

Il problema allora sì che sarebbe Paola Binetti e non sarebbe più il suo partito, anche se attualmente cercano di convincerci del contrario.

Un’ultima considerazione: ho molta più stima per la corenza dimostrata dalla Binetti , che non scende a compromessi, piuttosto che per i tanti voltagabbana che hanno varcato le soglie del nostro Parlamento dietro la bandiera di questo o quel partito.

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