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Le elezioni amministrative del 2011 non segnano la sconfitta di Berlusconi o del berlusconismo, come hanno affermato in molti.  Lo stesso Bersani ha rilasciato una dichiarazione di questo tenore, dicendo “Noi vinciamo, loro perdono”.

Queste elezioni sono la vittoria del metodo delle primarie. In ogni città in cui ha vinto il centrosinistra, si registrano situazioni diverse, ma nelle città (Torino, Milano, Bologna) in cui il centrosinistra vince o è al ballottaggio, lo fa con candidati scelti alle primare.
Solo a Napoli, dove le primarie sono finite in un brutto pasticcio, la coalizione di centrosinistra non arriva nemmeno al ballottaggio. Sarà probabilmente De Magistris, che piace a tanti elettori democratici a diventare il nuovo sindaco partenopeo.

La critica che più spesso viene rivolta al Partito Democratico e ai suoi alleati è quella di non avere idee, di non avere un programma. Non è vero, le idee ci sono, i  programmi anche. I rottamatori, il laboratorio dei mille e tanti altri esempi nati in questi anni  dimostrano una capacità di innovazione non indifferente. E queste idee fanno vincere le elezioni soprattutto quando in campagna elettorale sono espresse a gran voce e non si punta tutto su una critica all’avversario o a Berlusconi. Pisapia  ha quasi vinto a Milano parlando dei problemi di Milano e proponendo soluzioni, Letizia Moratti ha quasi perso parlando di Pisapia.

Ci sono anche i volti, le voci,  i candidati adatti a esprimere queste idee. Sono politici come Pisapia, come Vendola. Sono scelti dall’elettorato di centro sinistra tramite le primarie. I democratici italiani non vogliono i candidati moderati, di area cattolica e lo dimostrano votando  gli esponenti di Sinistra e Libertà, provenienti da Rifondazione Comunista. Non lo fanno turandosi il naso. I vostri elettori sanno già cosa è meglio, ve lo dicono alle primarie e poi ve lo confermano alle elezioni.

Non dimenticatevelo.

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La prossima volta che il Partito Democratico proporrà candidati moderati, vicini a confindustria (e penso a Calearo), centristi, cattolici, supercattolici (e penso alla Binetti), che i suoi leader si stampino in faccia le primissime proiezioni di queste elezioni a Milano, città dove il centrosinistra non ha mai vinto.

Per il momento Pisapia è in vantaggio sul sindaco uscente, Letizia Moratti. Quasi sicuramente si andrà al ballottaggio, a tre ore dalla chiusura dei seggi, il candidato del PD è in vantaggio di quattro punti percentuali.

E’ vero, gli scrutini non sono ancora finiti, bisogna essere cauti perchè il 2006 non se lo è dimenticato nessuno.

Però diciamolo e diciamolo forte: Giuliano Pisapia proviene da Rifondazione Comunista. E sta battendo Letizia Moratti nella capitale di Berlusconi.

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Se fosse vero che hanno impedito a Ignazio Marino di operare i suoi pazienti solo per una vendetta trasversale (era candidato alla segreteria del PD contro Bersani), allora sarebbe ovvio chiedersi qual è la differenza tra questo partito democratico e CL. Fortunatamente il diretto interessato trasmette una correttezza e un’etica che fanno quasi spavento:

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Non mi è chiaro perchè Emiliano non dovrebbe sottoporsi a eventuali primarie, mentre Nichi Vendola cinque anni fa lo fece, e vinse. Due volte.

Non mi è chiaro perchè un presidente di regione uscente non abbia la certezza di essere ricandidato, negandogli così la possibilità, che per esteso viene negata anche ai suoi elettori, di continuare il suo mandato. Mi pare assurdo che altri candidati vincenti siano stati riconfermati, mentre Vendola no. Perchè? Per una questione di alleanze?

Non capisco il masochismo di questo centrosinistra, queste liti da piccolo paese, mentre stiamo parlando della presidenza di una regione. Non capisco la necessità, ancora una volta, di aumentare la credenza popolare che vuole il centrosinistra litigioso e ingestibile.

Forse Vendola non piace poi così tanto ai dirigenti democratici: cattolico, ma comunista, gay, ma non checca isterica come vuole lo stereotipo. E poi forse ha fatto scalpore che con queste caratteristiche fosse stato votato, in Italia, nel Sud Italia. Da non credere. Per una volta gli elettori si erano dimostrati molto più progressisti dei dirigenti di partito.

Speriamo dimostrino di esserlo ancora.

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Giovani e illustri componenti del PD propongono un evento molto interessante e il Partito Democratico che fa? Dopo avere criticato  l’iniziativa, la copia tale e quale.

No ma continuamo così, facciamoci del male.

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Se c’era qualcosa di cui questo paese non sentiva davvero il bisogno era di avere un nuovo partito politico. Si terrà infatti a Parma, l’11 e il 12  Dicembre, l’assemblea nazionale del nuovo movimento di Francesco Rutelli. Resta da capire quanti voti riuscirà a captare l’ex sindaco di Roma, ex radicale, ex Verdi, ex Margherita, ex PD. Saranno pochi o pochissimi? E bisogna stare a vedere se per il Partito Democratico questo sarà un danno di immagine oppure no. In realtà credo che il PD possa trarne giovamento, ma gli spin doctor del centrosinistra, si sa, non hanno mai dimostrato molta lungimiranza. Osare, basterebbe solo osare.

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Che lui, Marta Meo, Pippo Civati , Matteo Renzi e Debora Serracchiani siano l’avanguardia del centrosinistra italiano lo penso già da tempo.

Vista poi la reazione di Fassino durante l’intervento di Paola Concia all’assemblea nazionale del PD, come si fa a non amarlo ancora di più?

Ecco io vorrei votare sempre candidati come loro, se non altro under 45, se non altro onesti; invece nelle liste elettorali spesso trovo gli invotabili. “Gli invotabili”: potrebbe essere il titolo di un  nuovo film.

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